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Via Romea Germanica

dal 26 agosto al 9 ottobre 2016

Per secoli viaggiatori e pellegrini hanno percorso le strade d’Europa per motivi commerciali o religiosi, soffermandosi presso locande, conventi o monasteri per il proprio sostentamento e riposo. Percorsi lenti e faticosi allora che, ripercorsi oggigiorno, suggeriscono un nuovo modello di sviluppo turistico e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico di tante aeree quasi del tutto sconosciute al turismo tradizionale; un’aggregazione tra pellegrini e viaggiatori a qualsiasi titolo con i territori attraversati.

E il territorio italiano è risaputo essere ricco di gioielli artistici e architettonici di natura culturale o civile anche al di fuori dei quelli più noti e conosciuti in tutto il mondo.

L’impegno delle amministrazione locali, nel valorizzare i propri territori attraversati dalle antiche vie di cammino e pellegrinaggio, non può che tradursi in un arricchimento culturale e materiale delle comunità locali nell’ottica di un graduale recupero storico-artistico.

Percorsi di Fede e Cultura che diventano così un importante volano per l’economia locale e, soprattutto, per l’imprenditorialità giovanile, memorie di una pratica di pellegrinaggio, culto e arte create in un lontano passato che si ripropongono con rinnovato vigore ai viandanti del nostro secolo.

Via-Romea-Germanica

Costo complessivo dell’intero percorso( 44 notti) €3.300

ITINERARIO: 1 Brennero-Trento 180km | 26 agosto – 3 settembre
(€ 640,00)

Partenza dal Passo del Brennero, raggiungibile con i propri mezzi, ma ancor più con il treno.

La prima tappa (Brennero-Campo di Trens 22km) non presenta difficoltà, sviluppandosi prevalentemente in discesa, lungo il corso del fiume Isarco alla sua sorgente e su pista ciclabile in parte sterrata. Si parte dagli oltre 1300 metri s.l.m. del Brennero per arrivare ai 950m di Vipiteno dove possiamo ammirare gli affreschi della chiesa di Santo Spirito e la Torre dei Dodici. Proseguiamo lasciandoci a destra Castel Tasso e a sinistra Castel Pietra. Saliamo a Campo di Trens a rendere omaggio a “Nostra Signora delle Valanghe”.abbazia-di-novacella

Nel secondo giorno (Campo di Trens-Bressanone 27km) scendiamo al castello Welfenstein e arriviamo a Fortezza, dove possiamo vedere tracce notevoli dell’antica strada romana per il Brennero. L’Abbazia di Novacella ci riceve nella sua immensità e religiosità. Poi Bressanone la città vescovile che fonde un’atmosfera medievale con uno stile di vita moderno in un affascinante mondo montano.

La terza tappa (Bressanona-Chiusa 15km) ci porta in altura, in un paesaggio pastorale chiusadisseminato di piccole chiese, punti di riferimento dei pellegrini, per arrivare a Castel Velturno, antica sede vescovile on un castello degno di nota per gli affreschi e gli arredi. Ridiscendiamo a Chiusa, annoverato fra i borghi più belli di Italia, dopo una attenta visita all’abbazia di Sabiona.

Nel quarto giorno (Chiusa-Collalbo 25km), più impegnativo, ritorniamo in altura, con stupende visioni a sinistra delle dolomiti e della sottostante valle dell’Isarco. La chiesetta di Santa Verena ci ricorda il passaggio dei pellegrini e Collalbo nella sua modernità ci ricorda che siamo sull’altopiano del Renon, centro vacanze dei bolzanini; prima e dopo Collalbo possiamo dare uno sguardo al fenomeno delle Piramidi di Terra.

Con la quinta tappa (Collalbo-Bolzano 16km) scendiamo velocemente a Bolzano, dove abbiamo il tempo di fare i turisti ed ammirare le sue piazze, le vie e le chiese.

Nel sesto giorno (Bolzano-Termeno 26km) attraversiamo la foresta attorno ai laghi di Monticolo, i vigneti del lago di Caldaro e arriviamo a Termeno sulla strada del vino.

Continuiamo nella settima giornata (Termeno-Cadino 25km) in mezzo ai vigneti, attraversiamo l’Adige e arriviamo a Salorno, la città confine dell’Alto adige. Pochi chilometri ed entriamo in Trentino lungo la pista ciclabile fino a Cadino.

Nell’ l’ottava giornata (Cadino-Trento 24km) i vigneti sono affiancati dalle mele. Dopo Lavis prendiamo l’antica via romana Claudia Augusta che ci porta direttamente a Trento.

ITINERARIO 2: Trento – Ferrara 144km | dal 4 all’11 settembre
(€640,00)

Visitata la città e superata la porta santa, ci mettiamo in cammino per la prima giornata (Trento-Levico Terme 22km) lasciando Trento e la Valle dell’Adige, per continuare a seguire la Via Claudia Augusta che ci porta a superare il Passo del Cimirlo ed entrare nella Valsugana. Ci accoglie il lago di Levico dopo aver lambito il lago di Caldonazzo.

Il secondo giorno (Levico-Borgo Valsugana 16km) ci vede camminare lungo il fiume Brenta, ancora torrente, seguendo la pista ciclabile del Brenta o stradine ad essa parallele. Potremmo deviare verso la Valle Sella per ammirare un paesaggio d’altura stupendo ed una miriade di opere d’arte naturali.

cismonLa terza tappa (Borgo-Cisnon 28km) continua a svolgersi lungo questa valle, sempre più stretta, ma magistralmente antropizzata dall’uomo con strutture di ogni genere. A Grigno possiamo deviare per visitare il trincerone, prima di Cismon merita una sosta la fortezza scavata nella roccia del Covolo di Buttistone.

Il quarto giorno (Cismon-Bassano del Grappa 28km) lasciamo la pista ciclabile per camminare prevalentemente lungo la strada provinciale attraversando una miriade di centri abitati, tutti molto caratteristici, o sull’argine destro del fiume ammirando le numerose rapide con all’opera cultori del rafting. Arriviamo a Bassano entrando in città proprio dal ponte degli Alpini

La quinta tappa (Piazzola-Padova 26km) prevede uno spostamento in autobus da PadovaBassano a Piazzola per poi proseguire, dopo una visita alla villa Contarini, all’interno del bellissimo parco di Punta Speron su una pista interamente immersa nel verde fino all’entrata di Padova.

Dopo una giornata di riposo per visitare la città e lucrare le indulgenze del Giubileo, ci spostiamo nel sesto giorno ancora in bus e percorriamo la tappa Polesella (Ro)-Ferrara (22) prima lungo l’argine del grande fiume Po, poi su una bella pista ciclabile che ci porta fino alle porte di Ferrara, la città Estense, con il suo castello, il Duomo e un centro storico degno di essere attentamente visitato: ancora una sosta per il giubileo della misericordia.

ITINERARIO 3: Ferrara – Ravenna 115km | dal 12 al 17 settembre
(€ 415,00)

FerraraLa tappa Ferrara-Traghetto (km30) si dipana prima dal centro alla periferia della città: corso Porta Reno, p.za Travaglio, via Kennedy, via Bologna, via Sammartina, poi attraversa la bonifica ferrarese lungo canali e canaletti fino a Marrara dove prendiamo a seguire il Po di Primaro e arriviamo a Traghetto, piccolo borgo così chiamato perchè sorto dove si traghettava dallo Stato bolognese a quello ferrarese.

Proseguendo nel nostro pellegrinaggio (tappa Traghetto-Argenta 17km), passiamo dal Po di Primaro sull’argine del fiume Reno che scorre dentro un canale artificiale; seguiamo per un tratto la corrente , poi scendiamo sull’argine antico, passiamo nelle vicinanze di Saiarino, grande centro di regolazione delle acque della bonifica delle Valli di Comacchio, infine ci accoglie Argenta con le sue Valli di Campotto.

valli-di-comacchioLa tappa Argenta-Valli di Comacchio (24km) continua sull’argine del Reno che attraversa una campagna strappata dall’uomo alla palude con una canalizzazione delle acque che ha del sorprendente. Arriviamo ad Anita, borgo nato dal nulla negli anni 30 come residenza degli addetti alle bonifiche: Il nome in onore della donna di Garibaldi che in questi luoghi passò per sfuggire agli Austriaci.

Siamo arrivati alle Valli di Comacchio da dove ripartiamo per Casalborsetti (26km); passiamo nei pressi di Sant’Alberto, antico porto fluviale dove si attraccava per continuare poi per Ferrara; ora possiamo andare in paese solo prendendo il traghetto, altrimenti continuiamo il nostro cammino con a destra il fiume e a sinistra la grande distesa delle valli con una fauna variegata e numerosissima, cangiante a seconda della stagione; possiamo vedere anche qualche resto di allevamenti di anguille e capanni da pesca; passiamo davanti al cippo che ricorda il luogo di sepoltura di Anita, infine Casalborsetti, altro centro sviluppatosi solo recentemente.

La tappa Casalborsetti-Ravenna (18km) si svolge prima su una bellissima pista ciclabile, poi attraverso la Pineta San Vitale, così chiamata perchè proprietà dei monaci di San Vitale di Ravenna, oggi del Comune di Ravenna, che per secoli l’hanno curata e utilizzata per la raccolta dei pinoli e delle erbe officinali. Ravenna ci accoglie prima con il Mausoleo di Teodorico, poi con la Rocca Brancaleone e il suo centro storico: fermiamoci a visitare quella che fu capitale di Italia per ben tre volte, la città patrimonio dell’umanità, la città che vanta una ricchezza di monumenti unici al mondo.

ITINERARIO 4: Ravenna – La Verna 130km | dal 18 al 23 settembre
(€ 415,00)

Il primo giorno (Ravenna-Forlì 30km), usciti dalla città percorrendo via Roma, poi via Cesarea, via Romea, saliamo sull’argine dei Fiumi Riuniti, poi Fiume Ronco e continuiamo in piena tranquillità un percorso che lambisce vari centri abitati. Ma Prima possiamo visitare gli scavi di Sant’Apollinare in Classe e la stessa Basilica per avere di Ravenna un ricordo ancor più significativo. Superata l’autostrada e Bagnolo merita una visita la chiesa di Fornò, poi siamo al quartiere Ronco, periferia di Forlì che possiamo raggiungere sulla ciclabile lungo la Via Emilia.

Il secondo giorno (Forlì-Cusercoli 32km) ripartiamo dal Ronco e riprendiamo a cammcusercoliinare lungo l’argine siistro del fiume in un paesaggio da favola, con una vegetazione lussureggiante, laghetti, campo da golf. Arriviamo a Fratta Terme, poi Meldola. Un tracciato misto, antropizzato, naturale, lungo il fiume Ronco sotto Castelnuovo, sulla strada provinciale al Gualdo, ancora lungo il fiume e infine a Cusercoli, dove la valle si chiude e il fiume scompare fra i monti: con questa tappa abbiamo definitivamente dato addio alla pianura e iniziamo a scalare gli Appennini.

Infatti la tappa Cusercoli-Santa Sofia (20km) si caratterizza per un tracciato pieno di saliscendi, a mezza costa sul versante sinistro del fiume Ronco diventato Bidente. Attraversiamo Civitella, poi Galeata con le sue emergenze archeologiche; una visita all’Abbazia di Sant’Ellero, una fermata alla Chiesa di Pianetto, esempio unico di architettura fiorentina in Romagna, la salita al castello di Pianetto, infine dall’alto ci viene incontro Santa Sofia, con i suoi palazzi lungo il fiume a ricordarci Firenze: con Galeata siamo entrati nel territorio già Gran Ducato di Toscana. Siamo ormai a ridosso del confine attuale con la Toscana e stiamo per entrare nel Parco delle Foreste Casentinesi.

Iniziamo con la tappa Santa Sofia-Bagno di Romagna (25km) a scalare il Colle del Carnaio per scendere alle terme di Bagno, dopo una visita all’eremo di Corzano, poi si parte per quella che è la tappa più bella, ma anche la più impegnativa per il dislivello e il tracciato impervio: Bagno di Romagna-La Verna ( km23). Un breve tratto di asfalto, poi entriamo nella foresta dalle Gualchiere, piccolo villaggio recuperato: saliamo lungo un tracciato costruito sulla roccia, con ancora tratti di antico lastricato, prima nella zona Wildernes (la prima in Italia), poi i prati di Nasseto con il rifugio, il crinale marnoso da affrontare con molta attenzione, la foresta del monte Zucchero dante, il Passo Serra, porta della Valle Santa e della Toscana. Noi giriamo a sinistra e seguiamo il sentiero GEA 00 che in 15km, sempre in quota, con alla nostra destra la Valle Santa e i suoi piccoli centri abitati come Serra di Sopra, Serra di Sotto, Corezzo, Frassineta, Pezza, Giona, Moscaio, Banzena, Campi, Bibbiena, tutti sul tracciato storico della Via Romea, ci porta alla Verna: l’atmosfera francescana ci avvolge in una pace profonda e penetrante che possiamo provare intensamente partecipando alla vita dei frati per un giorno.

ITINERARIO 5: La Verna – Orvieto 164km | dal 24 settembre al 2 ottobre
(€ 565,00)

Lasciamo il Convento con le sue bellezze e la sua penetrante atmosfera e scendiamo a Croce di Sarna per la tappa La Verna-Subiano (29km), prima in foresta, poi attraverso zone agricole ben conservate e variegate. Attraversiamo Rosina, Chitignano, noto per l’acqua ferruginosa e il castello degli Ubertini, il castello di Valenzano, Giuliano e infine Subiano e Capolona: due comuni che si fronteggiano sull’Arno.

Attraversato il fiume prendiamo a seguirlo (tappa Subiano-Arezzo 20km) per un tratto fino alla chiesetta di Pieve a Sietina, che merita una sosta, poi riattraversiamo a Ponte Giovi e ci avviamo verso Arezzo, la città che merita tutta la nostra attenzione per la sua storia e i suoi monumenti religiosi e civili. A sera ci spostiamo in bus a Rigutino, precisamente alla Pieve di Sassaia, dove una fantastico OSPITALERO ci farà un’accoglienza indimenticabile.

Salutiamo Giovani e (tappa Sassaia-Cortona 28km) ci dirigiamo a Castiglion Fiorentino, poi Cortona percorrendo stradine a mezza costa, in mezzo a stupendi oliveti, ville e tombe etrusche, con alla nostra destra la visione della Val di Chiana e sotto la SS71, la strada che ci accompagna da Ravenna a Montefiascone e ricalca in parte il tracciato indicato dal Monaco Alberto di Stade.

cortonaLasciamo Cortona per la tappa Cortona-Pozzuolo (Castiglione del Lago) 24km e scendiamo sulla piana della Val di Chiana, ma seguiamo un cordone di terreno rialzato che già in antichità permetteva ai pellegrini ti attraversare indenni le paludi infestate dalla malaria. Superiamo il Canale Maestro della bonifica, passiamo dalla Toscana all’Umbria e arriviamo prima a Petrignano del Lago, poi Gioiella ed infine a Pozzuolo sul crinale che divide il Lago Trasimeno dai Laghi di Montepulciano e di Chiusi: siamo a 8km da Castiglione del Lago che merita tutta la nostra attenzione.

Nella tappa Pozzuolo-Paciano (17km), continuiamo a camminare sul crinale, passiamo vicino ad una tomba etrusca, superiamo Vaiano, scendiamo nella valle di Moiano, superiamo la ferrovia e il canale di bonifica e saliamo a Paciano, un gioiello architettonico. Da Paciano ci Portiamo a Città della Pieve (22km) con un percorso interamente immerso in stupendi oliveti e in una bella foresta alle porte della città, nota per la lavorazione dello zafferano, ma ancor più per aver dato i natali a Pietro Vannucci detto il Perugino di cui si può ammirare la stupenda adorazione dei Magi.

Lasciamo Città della Pieve per arrivare a Ficulle (22km), attraverso Fabro. Ancora una volta scendiamo a valle, precisamente nella valle del Chiani una volta palude, ma stiamo sul limitare sinistro, oltre la ferrovia. su un tracciato ghiaiato e in gran parte in ombra. Attraversiamo il borgo Santa Maria, arriviamo a Fabro Scalo, con Il castello di Fabro a 2km sulla destra. Saliamo a Ficulle, cittadina sull’antica Cassia, che si stende lungo un crinale e si affaccia sulla valle del fiume Paglia: in lontananza la rupe su cui sorge Orvieto.

Nella tappa Ficulle-Orvieto (24km) scendiamo rapidamente ad Allerona Scalo, attraversiamo il fiume Paglia e ci dirigiamo ad Orvieto salendo dal lato nord-ovest, percorrendo via Delle Conce, poi via Cava: la città del “Corpus Domini”ci accoglie con le sue meraviglie architettoniche civili e religiose e noi ci prendiamo un po’ di tempo per un’attenta visita e per celebrare il Giubileo della Misericordia.

ITITNERARIO 6: Orvieto – Roma 148km | dal 2 al 9 ottobre
(€ 565,00)

Da Orvieto ci portiamo in bus a Lubriano per la tappa Lubriano-Montefiascone (2Orvieto0km). Diamo uno sguardo al paesaggio che abbiamo davanti, a Civita, la città che muore, sullo sperone tufaceo, e scendiamo nella Valle dei Calanchi per il bel sentiero attrezzato dal Comune di Lubriano, per poi risalire a Civita. Attraversiamo Bagnoregio e saliamo sull’altipiano che ci porta a Montefiascone, che ben presto ci appare in lontananza con la sua gigantesca cupola della cattedrale. Ci accoglie la chiesa del Pellegrino, San Flaviano, saliamo alla Rocca e diamo uno sguardo al lago di Bolsena: siamo arrivati sulla Via Francigena e mancano poco più di 100km a Roma.

Ancora una volta scendiamo nella piana, peraltro ondulata, che separa Montefiascone da Viterbo (18km); percorriamo a tratti il basolato antico della Cassia, passiamo nelle vicinanze delle terme di Bagnaccio e risaliamo a Viterbo dove ci attende il Palazzo dei Papi.

La tappa Viterbo-Vetralla (18km) si caratterizza per il sito archeologico etrusco di Castel d’Asso e per le coltivazioni di nocciolo. Il percorso è molto movimentato nella direzione e ondulato nel rilievo, ma seguiamo sempre la direzione dell’antica Cassia, anche se questa ormai è sostituita da strade moderne.

Da Vetralla ci dirigiamo a Sutri (23km), la città etrusca, passando per Capranica, in un percorso con qualche rilievo, ma non eccessivo, in gran parte in foresta. Arriviamo a Sutri dalla parte della necropoli e usciamo lambendo il teatro romano: il tutto merita un’attenta visita.

Lasciamo Sutri e ci dirigiamo a Campagnano di Roma (27km), su un percorso ancora ondulato, che attraversa grandi aziende agricole dell’Agro Romano. Arriviamo a Monterosi, attraversiamo il Parco della Valle del Treja, ci lasciamo in lontananza a destra l’autodromo di Vallelunga e arriviamo a Campagnano.

Da Campagnano ci avviamo verso La Storta (25km), l’ultima sosta prima di Roma, attraversando un territorio fra i più suggestivi: le vestigia di un antico cratere vulcanico, oggi solcato da innumerevoli calanchi e forre, costituiscono il Parco del Sorbo; poco dopo siamo a Formello dove possiamo trovare un moderno e confortevole ostello e poco dopo entriamo nel Parco archeologico di Veio, poi Isola Farnese, quindi La Storta.

L’ultima tappa (La Storta-Roma 17km), la più desiderata, ma anche la più problematica: siamo alla periferia di Roma, quindi attenti al traffico dovendo per lo più camminare lungo strade asfaltate. Ci mettiamo in cammino sulla via Cassia, superiamo il Grande Anello stradale di Roma, giriamo a destra ed entriamo nella Riserva naturale dell’Insughereta che attraversiamo tutta fino ad arrivare in via Augusto Conti; 200m e giriamo a sinistra in via Achille Mauri che seguiamo per 1km, anche quando diventa via Cherubini, poi via Guadalupe e infine via Troya, fino alla confluenza in via Trionfale. Ora seguiamo via Trionfale per 1,5km, fino a p.za Monte Gaudio, dove la stessa gira a destra; continuiamo ancora per 300m e giriamo a sinistra in via Igea che in altri 300m ci porta in p.za Walter Rossi; attraversiamo la piazza e prendiamo via della Camilluccia; altri 300m a destra e arriviamo in via Edmondo De Amicis con la quale iniziamo la “scalata” a Monte Mario: 3km e siamo all’osservatorio astronomico, ma anche nel punto in cui il nostro sguardo può finalmente abbracciare ROMA, la nostra meta e in particolare San Pietro. Scendiamo da Monte Mario, attraversiamo via Gomenizza, prendiamo via Bucchi, attraversiamo la circonvallazione Clodia e siamo sul v. le Angelico: sempre diritto per 2km a destra e siamo sotto il porticato di San Pietro che ci accoglie a braccia aperte nell’anno santo del Giubileo della Misericordia.

Al termine di ogni itinerario prefissato sono previste le visite della Porta Santa e della città.

Il percorso può essere iniziato e terminato in qualsiasi momento.
In questo caso occorre prevedere €75 per ogni giorno comprensivo di pernottamento oltre a €40 del giorno di partenza.

Via-Romea-Germanica-pergamenaAl termine del percorso viene rilasciato, in accordo con l’Opera Romana Pellegrinaggi e gli Uffici della Canonica di S.Pietro, il Testimonium che  attesta il pellegrinaggio a Roma.
Per riceverlo dovrà essere presentata la Credenziale* completa dei dati e dei timbri che attestino il passaggio lungo il percorso della Via Romea Germanica:

a) Per i pellegrini che percorrono la Via Romea Germanica a piedi: almeno dal Lago Trasimeno passando per Castiglione del Lago, Città della Pieve, Orvieto, Montefiascone,Viterbo, Vetralla, Sutri, La Storta, Roma (250 km)

b) Per i pellegrini che percorrono la Via Romea Germanica in bicicletta: almeno da S.Sofia (400 Km)

*Consente l’accesso agli “Ospitali”, strutture di accoglienza per pellegrini; consente di ottenere agevolazioni laddove esiste una convenzione tra esercente e Associazione Via Romea Germanica. In essa vengono riportati il luogo e la data di partenza ed il luogo e la data di arrivo, i timbri delle località incontrate e delle strutture di ospitalità, a dimostrazione del percorso compiuto.

LA QUOTA COMPRENDE:

  • Guida e accompagnatore, ove necessario
  • Trasporto bagagli e persone
  • Sistemazione (ostelli, case per ferie, B&B, agriturismi, centri religiosi, piccoli hotel) in camere a più letti, colazione compresa
  • Iscrizione all’Associazione Il Cammino dell’Anima

NON COMPRENDE:

Tutto quanto non sopra specificato

TERMINE ISCRIZIONI
15 GIUGNO 2016

Cenni storici

Alberto nacque verso la fine del XII sec. e nel 1232 divenne Abate del Monastero Benedettino della Santa Vergine Maria di Stade, allora importante città anseatica portuale situata alla foce del fiume Elba, in Germania.

Nel convento, molto influente grazie alle proprietà terriere, l’Abate Alberto riconobbe la necessità di inserire una disciplina ecclesiastica più rigida, secondo il modello delle regole cistercensi. Dovendo ottenere a questo scopo il permesso di Papa Gregorio IX a Roma, iniziò il viaggio verso Roma, il centro del cristianesimo. Il Papa diede il suo beneplacito alla riforma desiderata, ma i confratelli e l’arcivescovo di competenza, quello di Brema, la rifiutarono, interessati più ad un equilibrio di potere con la casata dei Welfen che ad un ulteriore impegno per la riforma del monastero.

Deluso, Alberto si dimise dalla sua carica ed entrò nel convento dei Frati Minori di San Giovanni (votato all’ideale di povertà francescano), della città di Stade. Qui si dedicò alla stesura, oltre a quella di alcune opere teologiche, dei cosidetti Annales, una cronaca in latino dei più importanti avvenimenti ecclesiastici e politici del suo tempo. Inserito in quest’opera si trova il dialogo fra i due monaci, Tirri e Firri, a proposito delle migliori vie per un pellegrinaggio verso Roma. Nel dialogo, scritto in forma di racconto, come spesso si faceva nel medioevo, l’Abate fornisce diversi itinerari con dati precisi sui luoghi da attraversare, sulle condizioni della strade e indicazioni esatte sulla lunghezza delle singole tappe in miglia tedesche. Il manoscritto originale si trova nella biblioteca Herzog August di Wolfenbuttel, in Germania.

Il viaggio dell’Abate Alberto è oggi il percorso ufficiale della via Romea Germanica.

Abate Alberto Distade
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